Anche il professionista è considerato consumatore


Cass. civ. Sez. 6 - sottosezione  3, Ord.n.5705 del  12/03/2014

la figura del consumatore disciplinata dal D.Lgs. 206/2005 è una figura generica che può benissimo coincidere, con il professionista prestatore d'opera intellettuale sia esso commercialista o avvocato.
Nell'ordinanza della Cassazione  è evidente che la disciplina del consumatore si applica anche al professionista prestatore d'opera intellettuale (art. 2229 c.c.), nella fattispecie l'avvocato, nel senso che il cliente può, ricorrendone le condizioni, essere qualificato consumatore nel rapporto con il suo legale, ancorchè tale rapporto sia indubbiamente caratterizzato dall'intuitu personae (confr. Cass. civ. n. 12685 del 2011 cit), reciprocamente l'avvocato, che concluda un contratto, potrà essere qualificato professionista o consumatore a seconda che quel contratto sia o meno funzionale all'esercizio della sua attività professionale. Si ricorda in proposito che questa Corte ha ripetutamente avuto modo di precisare che, ai fini della identificazione del soggetto legittimato ad avvalersi della tutela forte di cui all'art. 33 del Codice del consumo, la qualifica di "consumatore" spetta solo alle persone fisiche e solo se e in quanto le stesse concludano un contratto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'esercizio dell'attività imprenditoriale o professionale eventualmente
esercitata, laddove deve essere considerato "professionista" tanto la persona fisica, quanto quella giuridica, sia pubblica che privata, che stipuli il contratto o nell'esercizio della sua attività imprenditoriale o professionale o per uno scopo a questa connesso (confr. Cass. civ. 23 settembre 2013, n. 21763; Cass. civ. 15 maggio 2013, n. 11773; Cass. civ. 14 luglio 2011, n. 15531; Cass. civ. 8 giugno 2007, n. 13377).
Cassazione Civile sezione 6  sottosezione 3 ordinanza n. 12/03/2014


STUDIOMARINOonsab 03 maggio 2014 - 19:00:28
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