Processo Tributario: Ricorso all'ufficio non firmato, ma sottoscritto quella alla commissione nessuna nullità


Cassazione sentenza n. 24461 del 17/11/2014

Il ricorso tributario è ammissibile anche se la copia notificata all’Ufficio non contiene la firma del contribuente. È quanto emerge dalla sentenza 17 novembre 2014 n. 24461 della Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile Tributaria Si sta sviluppando sempre di più l'orientamento in virtù del quale le sanzioni processuali devono essere ridotte al minimo e cercare di garantire il naturale sbocco del processo ossia la pronuncia. In parole semplici la ricorrente aveva firmato il ricorso alla Commissione Tributaria, ma non quello all'ufficio, la Commissione aveva dichiarato il ricorso inammissibile e la società ha proposto ricorso per Cassazione e lamentato la violazione di legge in relazione all’articolo 18 del D.Lgs. n. 546 del 1992. La Suprema Corte ha accolto il ricorso ritenendo sufficiente che almeno una delle copie del ricorso fosse firmata. Secondo la CTR di Roma, la sanzione dell’inammissibilità deriva direttamente dalla norma dell’art. 18 citato e la conferma di ciò arriva da alcune sentenze di legittimità, tra le quali la difesa erariale ha citato la sentenza n. 14117 del 2009. La pensa diversamente la Sesta Sezione della Cassazione del che Invece ha richiamato l’ordinanza n. 10282 del 2013 secondo cui “per impedire l’inammissibilità del ricorso è sufficiente che almeno un esemplare dell’atto rechi la firma autografa dell’autore, essendo poi irrilevante, nel caso di notifica diretta per posta, l’irregolarità rappresentata dal fatto che tale esemplare sia quello depositato presso la Commissione Tributaria e non quello consegnato all’Ufficio”. Il Supremo Collegio evidenzia come tale conclusione che non pregiudichi il diritto di difesa dell’Amministrazione, in ragione dello sfasamento tra il termine di costituzione del ricorrente 30 giorni dalla proposizione del ricorso e il termine di costituzione della parte resistente 60 giorni dalla notifica del ricorso; Infatti l’Ufficio che riceve un ricorso, anche se non firmato, contro un proprio provvedimento, è comunque in condizione di predisporre le proprie difese, salvo stabilire o meno in giudizio, dopo aver verificato la sussistenza della sottoscrizione sull’originale, che il contribuente depositi nella segreteria del giudice adito nel termine di cui all’articolo 22 D.Lgs. 546/92.
In base a una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ripresa dalla Cassazione sentenza 7645 del 02/04/2014 il processo deve essere portato al suo naturale epilogo ossia alla pronuncia per cui le sanzioni processuali devono essere ridotte al minimo, in tal senso si veda anche Cass. 18821 del 30/06/2006. La giurisprudenza quindi protende sempre di più ad evitare rigorosi formalismi che possano evitare il normale svolgimento del processo.
Cassazione 24461/2014 del 17/11/2014 commento a cura del Dott. Giuseppe Marino difensore tributario


STUDIOMARINOonmar 18 novembre 2014 - 17:48:07
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