Procura alla lite nulla o irregolare nessuna inammissibilità


Corte Cass., SS.UU  Sent. n. 22601 del 2 dicembre 2004 (ud. dell'8 luglio 2004) - Corte Cost. sentenza n. n.189 del 13/06/2000

In presenza di ricorso senza assistenza obbligatoria, di ricorso senza autentica del difensore, di ricorso senza autentica senza indicazione dell’ordine di appartenenza e relativo numero di iscrizione,  di ricorso con altri tipi di irregolarità, devono essere sanate con un ordinanza del Giudice, soltanto quando questa ordinanza dovesse essere ignorata è possibile dichiarare l’inammissibilità, ma fino a quando il Giudice non emette l’ordinanza di regolarizzazione una sentenza di inammissibilità è da considerarsi nulla. Il fatto che l'art. 12, comma 1, parli di mera assistenza e non di rappresentanza, "ciò significa che il  difensore incaricato  non  deve  sostituire  il  ricorrente,  ma  deve   semplicemente fornirgli la sua assistenza di carattere tecnico; il che  può  essere  fatto redigendo materialmente il ricorso o partecipando, eventualmente insieme col suo cliente, all'udienza di discussione" Ebbene, è oggi opinione diffusa che l'omesso attestato di autografia non comporti la nullità del ricorso, mentre viceversa la mancata  sottoscrizione della procura debba comportare la nullità dell'atto. Corte di Cassazione Sezione Tributaria Sentenza del 3 settembre 2004, n. 17845 -Corte di Cassazione Sez. Tributaria Sentenza del 3 settembre 2004, n. 17845 - Corte di Cassazione 5 Sez. Sentenza del 22 gennaio 2007, n. 1299  - Corte di Cass., Sez. trib., 6 ottobre 2006,  n.  21510 Tra l’altro la presunta inammissibilità paventata dal Giudice di primo grado non trova riscontro normativo in quanto non viene espressamente sanzionata da alcuna norma  l’omissione dell’indicazione dell’ordine di appartenenza  del difensore Orbene, può considerarsi ormai ius receptum (Corte Cost. 13-6-2000, n.189; Cass. Sez. Un. n. 22601/2004; Cass. Sez.. Trib. n. 620/2006) che nelle controversie tributarie di valore superiore a £. 5.000.000, per effetto dell'interpretazione adeguatrice alla Costituzione degli artt. 12, c. 5° e 18 c. 3° e 4° D.Lgs. n. 546/92 fornita dalla Corte Costituzionale con la citata sentenza n. 189/2000, la inammissibilità del ricorso presentato senza l'assistenza di un difensore abilitato può essere dichiarata soltanto qualora la parte privata non ottemperi, nel termine all'uopo fissato, all'ordine di munirsi di assistenza tecnica impartito dal Presidente della Commissione Tributaria. Costituendo l'assistenza tecnica una condizione di ammissibilità della domanda, detto ordine può provenire, con carattere di pregiudizialità, dal giudice di primo grado e la mancata fissazione del relativo termine si traduce in un vizio attinente alla regolare instaurazione del contraddittorio.     Sul primo versante è stato  sottolineato  che  l'omissione  integra  una "mera irregolarità" Cass., Sez. trib., 6 ottobre 2006,  n.  21510, se è vero che "la mancanza  della  certificazione, da parte del difensore, della autografia della parte non induce  di  per  sé nullità del mandato ad litem, non essendo tale nullità comminata dalla legge e non incidendo tale formalità sui requisiti  indispensabili  perché  l'atto raggiunga il suo scopo"     Quanto invece all'omessa sottoscrizione della formula della  procura  da parte del contribuente,  essa,  per  uniforme  e  risalente  giurisprudenza, materializza "una ipotesi di  inammissibilità  del  ricorso,  non  emergendo alcun dato sicuro sull'effettivo conferimento della  procura  e  sulla  data della stessa" nella fattispecie il Giudice di primo grado eccepisce l’errata indicazione della data del conferimento del mandato 06/07/2007 anteriore alla notifica della cartella, ma è  evidente, che si tratta di un errore di battitura che costituisce mera irregolarità. Colui  che  è  preposto  alla  difesa   deve   possedere   i   requisiti professionali enunciati dall'art. 12, comma 2 il  ricorso  sottoscritto  da  un  professionista  non abilitato, il cui incarico sia stato conferito dal contribuente con  procura a margine dello scritto,  equivale  al  ricorso  sottoscritto  personalmente dall'interessato - e cioè con modalità  sì  irregolare  ma  non  in  maniera insanabile ergo il giudice  tributario  avrebbe  dovuto  ordinare  per tempo la regolarizzazione;  non  avendolo  egli  fatto,  l'irregolarità finisce sanata. Cass., Sez. trib., 6 ottobre 2006,  n.  21510 , commento a cura del Dott. Giuseppe Marino difensore Tributario


STUDIOMARINOongio 20 novembre 2014 - 23:19:23
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