Illegittima la condanna alle spese in fase di sospensione per ricorsi incardinati prima del 01/01/2016. Violazione dell’art. 11 delle preleggi. Art.3 dell l.212/2000 e ultra petitum per i Giudici


A cura del Dott. Giuseppe Marino difensore Tributario

Processo tributario, Illegittima la condanna alle spese in fase di sospensione per ricorsi incardinati prima del 01/01/2016. Violazione dell’art. 11 delle preleggi. Art.3 dell l.212/2000 e ultra petitum per i Giudici Tributari violazione art. 112 cpc. L’ennesima norma finalizzata a scoraggiare i contribuenti a ricorrere alla giustizia tributaria, ha stabilito, le Commissioni tributarie devono condannare alle spese anche in fase di sospensione, In attuazione dell’articolo 10 della Legge Delega n. 23 dell’11 marzo 2014, il Titolo II del Decreto legislativo n. 156 del 24 settembre 2015, pubblicato nel S.O. n. 55/L alla G.U. del 07 ottobre 2015, ha apportato rilevanti modifiche ad alcune disposizioni contenute nel Decreto legislativo del 31 dicembre 1992 n. 546 e successive modifiche ed integrazioni, concernente la disciplina del processo tributario. Tra le modifiche viene introdotta la condanna alle spese anche in fase di sospensione dal 01/01/2016. Le Commissioni Tributarie però a parere di chi scrive in modo del tutto incurante dell’art. 11 delle preleggi, che stabilisce che le leggi non dispongono per il futuro stanno applicando la nuova disposizione anche per i ricorsi incardinati prima del 01/01/2016. Tale modus operandi è illegittimo, se il contribuente avesse saputo della norma avrebbe potuto evitare di richiedere la sospensione, non è quindi giusto ed é quindi illegittima l’applicazione retroattiva della nuova norma. L’art.11 delle preleggi stabilisce La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo L’art. 73, comma terzo, della Costituzione, dove si ribadisce che le norme sono pubblicate dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno dopo la loro pubblicazione, salvo che la stessa legge non stabilisca diversamente. L’art. 3 della Legge 212/2000 (Efficacia temporale delle norme tributarie) stabilisce: 1. Salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono. 2. In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti. L’art. 112 cpc  stabilisce che: l giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non può pronunciare d'ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti Quindi come è possibile che i giudici tributari condannino alle spese se per la fase di sopensione gli uffici non hanno chiesto la condanna? Un’altra questione da tener presente è che chiedere la sospensione, non ottenerla  e poi essere condannati alle spese, comporta l’onere di chiedere la revoca del provvedimento, altrimenti anche in caso di vittoria si rischia di pagare le spese per la sospensione.  


STUDIOMARINOongio 10 marzo 2016 - 01:14:56
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