Il sostitutuito non paga se il sostituto non versa la Ritenuta per cui ha diritto allo scomputo


Cassazione Sezioni Unite  sentenza 10378/19, pubblicata il 12 aprile 2019

Negli ultimi anni l'agenzia delle Entrate per raggiungere meglio i propri obiettivi di entrate si è letteralmente scatenata su questi controlli, se non avete le certificazioni delle ritenute niente paura, per ottenere il diritto allo scomputo delle ritenute  basta esibire la fattura emessa e la prova dell'incasso  (copia dell'assegno o del bonifico ricevuto), abituatevi a prediligere i bonifici, sono la migliore prova esibibile. Con la Risoluzione 19 marzo 2009, n. 68/E, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di scomputo delle ritenute subite anche laddove il contribuente non abbia a disposizione l’apposita certificazione, come sopra indicato basta la fattura e la prova del pagamento.Nonostante ciò l'agenzia delle Entrate sostiene che tra sostituto e sostituito sussista un sorta di responsabilità solidale, ma tale tesi è stata smentita dalle Sezioni Unite, pertanto quando il contribuente riceve il compenso al netto della ritenuta d'acconto, non risponde del mancato pagamento da parte del sostituto d'imposta e ha diritto allo scomputo delle ritenute subite. Il dovere di versamento costituisce infatti un'obbligazione autonoma rispetto all'imposta, che la legge pone a carico del solo sostituto, mentre la responsabilità solidale prevista dall'articolo 35 del dpr 602/73 è condizionata in modo esplicito alla circostanza che la ritenuta non sia stata effettuata. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione, con la sentenza 10378/19, pubblicata il 12 aprile 2019: l'amministrazione fuinanziaria  rinuncia dopo la relazione del giudice incaricato e dunque la scelta non ha effetti sul ricorso, mentre il collegio esteso si avvale comunque del potere di pronunciare il principio di diritto perché si tratta di una questione di particolare importanza.  Finora la responsabilità solidale è stata affermata sul rilievo che l'obbligazione del versamento dell'acconto sarebbe unica e quindi tale da vincolare fin dall'origine il sostituito in applicazione dell'articolo 1294 cc. Ma attenzione: sostituzione e solidarietà dell'imposta sono istituti distinti. È il giudizio di accertamento in caso di sostituzione d'imposta a dimostrare che il vero soggetto passivo resta il sostituito, mentre il sostituto ha soltanto ha un'eccezionale facoltà di intervenire nel processo. E soltanto su di quest'ultimo grava l'onere della ritenuta d'acconto che trova la sua causa nel corrispondente obbligo di rivalsa stabilito dall'articolo 64, primo comma, del dpr 600/73. Interpretazione perfettamente condivisibile. Il fatto che il sostituito risponda in solido col sostituto quando non è versato l'acconto soltanto se viene omessa pure la ritenuta è perfettamente coerente con il diritto riconosciuto al primo di scomputo delle ritenute operate dal secondo: sarebbe contraddittorio riconoscere il diritto allo scomputo ma poi assoggettare il sostituito in via solidale alla riscossione delle relative somme. Giurisprudenza in conferente. Inutile invocare altre sentenze della Cassazione che si riferiscono a un caso diverso, in cui il sostituto paga integralmente il corrispettivo perché si tratta di redditi in nero mentre la solidarietà viene affermata con riguardo all'accertamento d'imposta. 


STUDIOMARINOonmer 01 maggio 2019 - 23:43:42
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